Disability Pride Month: costruiamo un mondo del lavoro più inclusivo con Abile Job

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Luglio è il Disability Pride Month: un mese che non solo celebra l’identità, l’orgoglio e il contributo delle persone con disabilità, ma che ci invita anche a riflettere su cosa possiamo fare, come società, per costruire un futuro più equo, accessibile e dignitoso per tutti.

In BionIT Labs, crediamo fermamente che la disabilità non sia un limite, ma una delle tante espressioni della diversità umana. La nostra missione è sviluppare tecnologie innovative, come Adam’s Hand – la Prima Mano Bionica al Mondo Completamente Adattiva – e metterle al servizio delle persone, migliorando concretamente la loro qualità della vita.

End-User BionIT Labs

Tuttavia, siamo consapevoli che l’innovazione tecnologica da sola non è sufficiente. L’inclusione è un processo che va oltre la tecnologia: è culturale, sociale, e coinvolge naturalmente anche il mondo del lavoro, che è uno dei motori dell’autonomia, dell’indipendenza e dell’autodeterminazione della persona.

In qualità di Società Benefit, abbiamo scelto di integrare nel nostro statuto, tra gli altri, obiettivi di beneficio comune come:

  • promuovere una cultura inclusiva,

  • abbattere stereotipi e barriere,

  • favorire la piena partecipazione delle persone con disabilità, anche – com’è giusto che sia – nel contesto professionale.

Con questo spirito, in occasione del Disability Pride Month, abbiamo deciso di dare voce a chi lavora ogni giorno per rendere il lavoro un diritto, e non un privilegio. Abbiamo incontrato il team di Abile Job, una realtà italiana che è diventata un punto di riferimento per l’inclusione lavorativa e la consulenza DEI (Diversity, Equity & Inclusion).

Quella che segue è un’intervista che ci ha arricchiti profondamente. La condividiamo con l’auspicio che possa ispirare riflessioni, connessioni e, soprattutto, azioni concrete.

Come nasce Abile Job e qual è la vostra missione?

“Dopo una carriera trentennale in una prestigiosa multinazionale, dove – tra le altre attività – mi ero occupato di inserimenti lavorativi di persone fragili, nel 2016 sento l’intuizione di avviare qualcosa di unico: rassegno le dimissioni e fondo Abile Job.

Abile Job è una società di consulenza in ambito Diversity, Equity and Inclusion la cui mission è realizzare inserimenti lavorativi di persone con disabilità, diffondendo contestualmente elementi culturali e tecnici per realtà autenticamente inclusive.
Ogni persona – se inserita in una posizione e in un contesto adeguato – riesce ad esprimere al meglio il proprio valore professionale e personale.”

Team Abile Job

Quali sono oggi le principali difficoltà che incontra una persona con disabilità nel cercare e mantenere un lavoro?

“Al primo posto citiamo le barriere culturali: complici anche inserimenti non curati, dove le mancate competenze o l’assenza di informazioni hanno impedito una corretta gestione. Spesso i responsabili della selezione, i manager o la proprietà non contemplano la possibilità di individuare candidat qualificat**, anche se iscritt* al collocamento mirato.

Seguono le barriere architettoniche, assenza di accessibilità digitale o la mancata volontà nel provvedere ad accomodamenti ragionevoli – supporti come tecnologie assistive, schermi più grandi, postazioni più calme e silenziose, che potrebbero realizzare la piena espressione del proprio potenziale, contribuendo così alla produttività aziendale.”

Che ruolo può avere la tecnologia nel migliorare l’accessibilità al lavoro?

“Oltre alla sopracitata accessibilità digitale, la tecnologia può avere due importanti filoni nel migliorare l’accessibilità al lavoro per le persone con disabilità.

Da un lato ci sono gli ausili personali come arti bionici, carrozzine ad elevata mobilità, apparecchi acustici.

Dall’altra, il mondo degli accomodamenti ragionevoli, ovvero le tecnologie assistive (lettura /scrittura per gli ipovedenti/ipoudenti), tastiere braille, software di semplificazione (es. nei moduli di e-learning).
È importante notare come la tecnologia vada di pari passo con la cultura, sia del team che accoglierà il candidat*, sia delle figure di riferimento (HR, responsabile sicurezza, medico del lavoro, responsabile formazione).”

Abile Job At work

Le parole del Founder, Renzo Marcato, e del team di Abile Job ci ricordano quanto sia importante non solo creare opportunità, ma costruirle su misura, affinché siano concrete. In BionIT Labs, crediamo che il vero cambiamento passi dalla comprensione profonda dei bisogni delle persone con disabilità, o nello specifico, come nel nostro caso, con differenza d’arto: per questo ogni evoluzione di Adam’s Hand nasce dal dialogo diretto con chi la utilizza, ogni giorno, nei differenti contesti della vita quotidiana.

Il confronto diretto consente a chiunque lavori in quest’ambito di abbattere le barriere visibili e invisibili. La tecnologia può essere uno strumento di supporto concreto, ma solo se accompagnata da un ambiente inclusivo che accoglie e valorizza ogni talento.

Quali sono gli errori più comuni che le aziende commettono quando pensano di essere inclusive... ma non lo sono davvero?

“Il primo errore è non dare la possibilità a un* candidat* appartenente alle categorie protette di avere un colloquio, per la paura che ‘non funzionerà’ o che sarà troppo costoso gestirlo.

Per iniziare un concreto percorso verso l’inclusione occorre formarsi sia culturalmente (enunciare apertamente pregiudizi e bias), sia tecnicamente (possedere almeno un’infarinatura di base per le varie disabilità, motorie, sensoriali, cognitive, psichiche, ecc.) ed infine organizzativamente. Quest’ultimo punto è cruciale, ovvero costruire un percorso per rispondere a queste domande: quali accomodamenti ragionevoli, su quali posizioni aprirsi, come coinvolgere i vari team, come favorire una progressione culturale di tutta l’azienda.”

Cosa dovrebbe contenere un annuncio di lavoro per essere davvero accessibile e inclusivo?

“Un annuncio formulato con un linguaggio chiaro, semplice e rispettoso è la prima carta d’identità perché tutt* possano sentirsi accolti.
Suggeriamo che il form di candidatura preveda un campo libero esplicito “eventuali necessità”, così che il candidato possa esprimere con chiarezza le condizioni che potrebbero rendergli possibile l’accesso al colloquio.
Infine, l’accessibilità digitale, con impostazioni compatibili con screen reader o facilmente navigabili.”

Che consiglio dareste a una persona con disabilità che si sente scoraggiata?

“Continuate a bussare! Nonostante alcune resistenze, in Europa ci sono normative e percorsi (come l’Accessibility Act e la Legge 227/2021) che perseguono con pragmatismo i percorsi di inserimento fattibili.


Occorre promuovere una cultura di reciproco interesse e trasparenza per far incontrare le specifiche necessità e favorire la miglior espressione del proprio talento.

Abbiamo molteplici storie di successo, ma vi raccontiamo quella di Simona, candidat* autistica che, dopo due anni in un’agenzia di viaggi chiusa dopo il Covid, stava faticando a ritrovare. L’azienda le ha dato la possibilità di iniziare con un part-time, elemento che le ha permesso di prendere le misure, trovare i suoi equilibri e performare al meglio.”

L’inclusione è una scelta concreta, non un’etichetta da esibire.

Le aziende dovrebbero dunque impegnarsi, a partire da piccole azioni concrete, a promuovere questo tipo di iniziative, ma soprattutto a promuovere una formazione interna su questi temi per far crescere la cultura aziendale in modo consapevole e strutturato. In questo senso, la consulenza di un team di esperti come Abile Job può avere un impatto concreto e diffuso.

Team BionIT Labs

In BionIT Labs, ogni giorno raccogliamo storie come quella di Simona: storie di empowerment che condividiamo con orgoglio nella sezione BionIT Stories del nostro sito. Questo spazio è nato per dare voce a chi vive una condizione di disabilità, come la differenza d’arto, una dimensione profondamente personale, che sfugge a qualsiasi tentativo di riduzione a un unico schema.

Dalla nostra esperienza diretta, abbiamo imparato che, con il giusto mindset, il supporto di professionisti qualificati e l’utilizzo di tecnologie innovative come Adam’s Hand, ogni persona può vivere una vita piena e raggiungere il massimo del proprio potenziale.

Così, celebrare il Disability Pride Month non si limita alla semplice condivisione di valori, ma diventa un’opportunità concreta per agire con coerenza e impegno, costruendo un futuro più equo e accessibile per tutti.

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